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Intervista ai responsabili

pause & play intervista gioco d'azzardo patologico

Gioco d’azzardo Alto Vicentino. La Fondazione di Partecipazione San Gaetano Onlus corre ai ripari rispetto alla droga del nuovo secolo offrendo uno spazio ambulatoriale cui i cittadini possono rivolgersi in caso di necessità. Un team di specialisti garantirà una presenza costante presso gli spazi del Comune di Schio con consulenze psicologiche indirizzate ai giocatori e ai loro familiari.

 

Perché la definite la droga del nuovo secolo?

Il gioco d’azzardo è sempre esistito ma la progressione in termini di espansione che ha avuto negli ultimi due decenni è sbalorditiva. Programmi televisivi, pubblicità inerenti il gioco, sale SLOT che nascono mensilmente nei centri cittadini, sono tutte situazioni che hanno contribuito in modo rilevante a incrementare la presenza del gioco d’azzardo nelle nostre città. Nascono sale da gioco in modo indiscriminato, vicino alle scuole, nel centro cittadino, i gratta e vinci vengono venduti nei luoghi più improponibili, il gioco del Lotto non ha il ritmo di un paio di volte a settimana ma è diventato addirittura Istantaneo (giocate e vincite istantanee con risultati a video direttamente in tabaccheria), sorgono le VLT cioè Slot con nuove modalità di gioco e vincite Jackpot sempre più elevate (ma al contempo si riducono drasticamente le probabilità di vincita, peraltro già estremamente basse). E questo è solo un fugace sguardo ad un quadro della realtà che è veramente preoccupante.

 

Ma non tutti sono giocatori d’azzardo patologici…

Vero. Ma è altrettanto vero che c’è stato un incremento importantissimo di persone che sviluppano problemi di dipendenza dal gioco. E il “sommerso”, cioè quella parte di giocatori patologici che non approda a servizi pubblici o privati e non chiede aiuto, rappresenta qualcosa di cui dobbiamo tenere adeguatamente conto. Consideriamo poi che gli effetti distruttivi della dipendenza, dal punto di vista economico, relazionale, lavorativo, ricadono non solo sul giocatore ma anche sulle figure per lui significative (partner, genitori, figli…), creando condizioni di emergenza sociale di fronte alle quali non si può far finta di nulla.

 

Ci avete parlato di effetti distruttivi, potete spiegare meglio?

Abbiamo a che fare con una vera e propria dipendenza, paragonabile da un punto di vista psicologico e, per certi aspetti, dal punto di vista fisico, alla dipendenza da sostanze stupefacenti o da alcol. Il giocatore sperimenta sintomi di ansia e nervosismo correlati all’astinenza, ha necessità di aumentare la “dose” delle giocate aumentando la frequenza e il tempo trascorso a giocare, è nervoso, perde la motivazione per la normale attività della quotidianità (a casa e al lavoro), spende del tempo a trovare i soldi per giocare innescando un circolo vizioso che lo porta a indebitarsi e talora a compiere attività criminose per procurarsi il danaro. Ne consegue un forte calo dell’autostima, momenti depressivi che in alcuni casi portano anche a pensieri suicidari. A volte assistiamo al disgregamento di interi nuclei familiari a causa di questo problema.

 

C’è modo di uscirne? Quali sono i passi da fare?

Consideriamo che per definizione ogni problema che riteniamo tale deve avere una soluzione, altrimenti problema non è ma dato di fatto. Il primo passo da fare è raggiungere la consapevolezza di avere appunto un problema con il gioco d’azzardo e poi lavorare sulla motivazione a fare concretamente qualcosa per porvi rimedio. E’ necessario lavorare potenziare le risorse psicologiche individuali e trovare strategie efficaci per fronteggiare le situazioni di difficoltà. Le soluzioni ci sono e la motivazione al cambiamento è il motore principale per porle in essere.

 

Il servizio da voi proposto a chi si rivolge?

Il nostro obiettivo è quello di accogliere i giocatori che ne facciano richiesta ma anche eventualmente i loro familiari. Consideriamo infatti che spesso il primo contatto avviene da parte di un familiare che desidera anche solamente capire quali possono essere le strategie motivazionali da adottare nei confronti del loro caro per convincerlo a farsi aiutare. Vorremmo quindi, nel tempo, diventare un punto di riferimento per chi ritenga di essere già in una fase di gioco problematico e che desideri un aiuto concreto. La Fondazione San Gaetano si presenta come servizio complementare a quelli già esistenti, proponendo un’offerta diversificata rivolta ai cittadini del territorio, supportando le persone con incontri di tipo educazionale e consulenze psicologiche specialistiche.

 

Cosa deve fare una persona che ha deciso di prendere contatto con voi?

Chiunque abbia deciso di avere un aiuto preliminare può contattarci al numero 366 56 20 179. Verrà accolto al telefono da una persona adeguatamente formata che proporrà un primo incontro in un contesto riservato con uno dei nostri specialisti.

 

dott. Sonny Raumer

psicoterapeuta Fondazione san Gaetano

dott.ssa Rosalie Bariola e dott. Gianluigi Formaggioni

Responsabili progetto Pause&Play – Fondazione San Gaetano